17 Agosto, 2017

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Giorno della Memoria con il responsabile della Sinagoga di Senigallia

Un’occasione per ricordare la Shoah e gli orrori nazisti, ma anche per ribadire, ogni anno, la condanna della follia collettiva che ha segnato il Novecento.

Il 27 gennaio del 1945  i soldati dell’Armata Rossa si trovarono dinanzi alla scritta Arbeit Macht Frei’ che campeggiava sull’ingresso del campo di Auschwitz.

La scritta ‘Il lavoro rende liberi’ apriva le porte dell’inferno al quale erano condannati ebrei, omosessuali, disabili, oppositori.

Gli studenti delle classi terze dell’Istituto Olivetti hanno avuto l’opportunità di ascoltare   la testimonianza del responsabile della Sinagoga di Senigallia, il signor  Primicino  Coen , per riflettere insieme sul valore della memoria e per comprendere meglio l’evoluzione di  un  evento   che ha investito il destino di un popolo  così importante  nella  vicenda storica dell'umanità.

Le sue parole hanno spaziato dal passato lontano al presente,  dalle origini del popolo ebraico alla Shoah:  la memoria accompagna la vita degli ebrei  fin dalla loro  costituzione come popolo. La memoria della Shoah presenta tratti drammatici, perché fa riferimento alla violenza più feroce e disumana, quella dello sterminio, programmata, giustificata  e coperta da tanta omertà, contro il popolo ebraico.

Il signor   Primicino Coen  ha ricordato alcuni  episodi  drammatici  accaduti ai suoi parenti  a causa della  deportazione  fornendo spunti di  riflessioni anche sugli orrori del campo di concentramento: il silenzio e l’attenzione degli studenti hanno testimoniato  un forte coinvolgimento unitamente alla condanna degli orrori nazisti.

Siamo convinti che la memoria della Shoah non riguarda solo il popolo ebraico,  ma ci riguarda tutti, perché mostra fin dove gli uomini possono spingersi quando non ci si riconosce più come appartenenti a una famiglia, quella dell’umanità, dove ogni persona, con la sua storia, cultura e il suo credo religioso, merita un rispetto incondizionato  e un’accoglienza piena di fiducia, che non possono essere sospesi per nessuna ragione, nemmeno da quella che attinge a Dio.

Un gruppo di studenti – classe 2A

 

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