22 Giugno, 2017

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Storie di ragazzi “in gamba”: l’Olivetti incontra la Nazionale di Calcio Amputati

 

La nazionale amputatiGiornata indimenticabile e grande lezione di vita: nell’Aula Magna dell’Istituto Olivetti, colma  di studenti, domina un grande silenzio sinonimo di rispetto e partecipazione , da cui si intravvede – potrebbe non essere cosi?– anche  un pizzico di  curiosità negli sguardi dei ragazzi.

Sacrificio, forza di volontà, grande voglia di vivere la vita così com’è: quella della Nazionale Italiana Amputati è una storia fatta di passione e di rivincita. Nella squadra ci sono ragazzi dalle diverse storie ed esperienze  accumunati non solo  dalla mancanza di un arto, ma soprattutto  dalla forte volontà di non arrendersi per  costruire con grinta  la propria  vita da campioni.  Tra loro c’è chi da bambino sognava di diventare un calciatore,   chi voleva solo divertirsi in una squadra dilettantistica, ma l’impedimento fisico rappresentava quasi una beffa del destino: come  poter praticare lo sport più amato nel mondo  che si avvale della potenza delle gambe quando ne manca una?

Ci sono alcune persone che fanno della propria debolezza la loro forza,  tracciando così le linee di  un’avventura possibile anche per  altri.

Francesco Messori  è una di queste persone,  Capitano e fondatore della Nazionale Amputati,   generata  dal suo desiderio e dal  suo sogno di  14enne nato senza una gamba: «Volevo dimostrare a me stesso cosa potessi fare giocando alla pari, così ho creato un gruppo su Facebook dove pian piano ho conosciuto ragazzi nella mia stessa situazione e appassionati di calcio».

 

La Nazionale calcio amputati è nata ufficialmente l’8 dicembre 2012 su idea di Francesco, allora 14enne, assieme al Centro sportivo italiano che supporta il progetto pagando viaggi e organizzando eventi per diffondere il movimento. 
In Italia ci sono solo venti calciatori  e la squadra non è  ancora  riconosciuta dalla Federazione italiana gioco calcio.

Nel calcio tra amputati si gioca “sette contro sette” in due tempi da 25 minuti;  si fa leva sull’equilibrio con   stampelle e sulla determinazione di ogni atleta a fare la propria parte in un gioco di squadra vissuto come antidoto alla malattia e alla disabilità.

Gli studenti dell’Olivetti, attenti e con un certo stupore,  si alternano nel presentare le loro domande; Francesco, studente di 5° A, sorretto dalle stampelle, raccoglie la sfida dell’allenatore della squadra:  “Prova a stare su una gamba….. colpisci la palla ….   Che effetto ti fa?” .  “Tanta difficoltà e fatica” risponde Francesco,   poi  il messaggio dei calciatori arriva  a tutti come una grande speranza:  “Dobbiamo essere  consapevoli che, in ogni caso, nulla è perduto  quando ci sorreggono VOLONTA’ e PASSIONE”.

Grazie a questi atleti che nel loro cuore sanno  di aver vinto la partita più importante,    quella contro la malattia e la disabilità  affrontando le avversità  da   veri Campioni  di  coraggio.

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