Il classico strumento per cercare lavoro varca la frontiera multimediale. Si lascia in rete o in portali dedicati. Negli Usa è già molto diffuso.
BUONGIORNO, mi chiamo... Ho studiato... e ho lavorato tre anni come... Questo è quello che dice in genere un aspirante lavoratore, nella versione tradizionale primo piano o mezzo busto. In quelle più originali invece, a volte, le parole scorrono in grafica e le immagini sono ironiche, metaforiche. Creative. L'importante in ogni caso è che durino poco. Un minuto, massimo due. E il curriculum vitae versione video è pronto per essere inviato. O lasciato in Rete all'attenzione delle aziende. Anche il classico strumento per cercare lavoro varca la frontiera multimediale e cambia forma.
Non più solo un elenco testuale di dati anagrafici, cose fatte e titoli, impresso nero su bianco. Ma un'immagine diretta, una presentazione in prima persona, dove al racconto biografico in viva voce si aggiungono espressioni, gesti, pose. Un corredo visivo che sembra diventare un valore aggiunto.
L'offerta internazionale. Negli Stati Uniti, ad esempio, il video Cv sta cambiando il mercato della ricerca-offerta di lavoro: il 60 per cento delle realtà aziendali ritiene che la video-candidatura diventerà a breve parte integrante del processo di selezione. E a conferma della tendenza ci sono da un lato l'aumento dei video fai-da-te su Youtube, dall'altro la realizzazione di veri e proprio portali dedicati alla raccolta dei file, come l'americano Vault.com che ha indetto, tra l'altro, un concorso per cercare di definire le linee guida del buon video curriculum: lunghezza, veridicità dei contenuti, naturalezza delle esposizioni. Decine di siti (in ambito europeo numerosi sono spagnoli) offrono formazione su come preparare un videocurriculum e come distribuirlo.
E tra gli utenti, non ci sono solo persone in cerca di lavoro, ma anche imprese: l'idea infatti è promuovere la propria immagine e presentare perciò obiettivi imprenditoriali, percorsi di carriera e ambienti di lavoro. Il californiano Vator.tv è in questo campo un canale specifico: si rivolge soprattutto ai neoimprenditori o aspiranti tali e consente a chi ha una piccola impresa di farsi conoscere attraverso un filmato.
L'edizione 2007 è stata caratterizzata da una certa "disomogeneità ", dicono gli organizzatori: c'è chi ha presentato un lavoro serioso, con immagini del candidato in giacca e cravatta che racconta le sue esperienze professionali e chi ha costruito piccole storie, montate con musica e immagini in movimento. Unico denominatore comune la durata: massimo 60 secondi. "Alcuni hanno riproposto il curriculum tradizionale - racconta Sara Mandalà , responsabile comunicazione e marketing di Pnbox.tv - altri hanno optato per scelte alternative. Ad esempio un ragazzo per dire che sapeva l'inglese ha fatto apparire il Big Ben di Londra alle sue spalle".
E alla fine proprio i video più alternativi hanno vinto: "Un ragazzo ha affidato a un orsacchiotto la presentazione del suo curriculum. E l'ironia è stata premiata. Chi trova un giusto mix tra i contenuti e il modo di trasmetterli risulta vincente" dichiara Sartor.
Il classico strumento per cercare lavoro varca la frontiera multimediale. Si lascia in rete o in portali dedicati. Negli Usa è già molto diffuso.
BUONGIORNO, mi chiamo... Ho studiato... e ho lavorato tre anni come... Questo è quello che dice in genere un aspirante lavoratore, nella versione tradizionale primo piano o mezzo busto. In quelle più originali invece, a volte, le parole scorrono in grafica e le immagini sono ironiche, metaforiche. Creative. L'importante in ogni caso è che durino poco. Un minuto, massimo due. E il curriculum vitae versione video è pronto per essere inviato. O lasciato in Rete all'attenzione delle aziende. Anche il classico strumento per cercare lavoro varca la frontiera multimediale e cambia forma.
Non più solo un elenco testuale di dati anagrafici, cose fatte e titoli, impresso nero su bianco. Ma un'immagine diretta, una presentazione in prima persona, dove al racconto biografico in viva voce si aggiungono espressioni, gesti, pose. Un corredo visivo che sembra diventare un valore aggiunto.
L'offerta internazionale. Negli Stati Uniti, ad esempio, il video Cv sta cambiando il mercato della ricerca-offerta di lavoro: il 60 per cento delle realtà aziendali ritiene che la video-candidatura diventerà a breve parte integrante del processo di selezione. E a conferma della tendenza ci sono da un lato l'aumento dei video fai-da-te su Youtube, dall'altro la realizzazione di veri e proprio portali dedicati alla raccolta dei file, come l'americano Vault.com che ha indetto, tra l'altro, un concorso per cercare di definire le linee guida del buon video curriculum: lunghezza, veridicità dei contenuti, naturalezza delle esposizioni. Decine di siti (in ambito europeo numerosi sono spagnoli) offrono formazione su come preparare un videocurriculum e come distribuirlo.
E tra gli utenti, non ci sono solo persone in cerca di lavoro, ma anche imprese: l'idea infatti è promuovere la propria immagine e presentare perciò obiettivi imprenditoriali, percorsi di carriera e ambienti di lavoro. Il californiano Vator.tv è in questo campo un canale specifico: si rivolge soprattutto ai neoimprenditori o aspiranti tali e consente a chi ha una piccola impresa di farsi conoscere attraverso un filmato.
L'edizione 2007 è stata caratterizzata da una certa "disomogeneità ", dicono gli organizzatori: c'è chi ha presentato un lavoro serioso, con immagini del candidato in giacca e cravatta che racconta le sue esperienze professionali e chi ha costruito piccole storie, montate con musica e immagini in movimento. Unico denominatore comune la durata: massimo 60 secondi. "Alcuni hanno riproposto il curriculum tradizionale - racconta Sara Mandalà , responsabile comunicazione e marketing di Pnbox.tv - altri hanno optato per scelte alternative. Ad esempio un ragazzo per dire che sapeva l'inglese ha fatto apparire il Big Ben di Londra alle sue spalle".
E alla fine proprio i video più alternativi hanno vinto: "Un ragazzo ha affidato a un orsacchiotto la presentazione del suo curriculum. E l'ironia è stata premiata. Chi trova un giusto mix tra i contenuti e il modo di trasmetterli risulta vincente" dichiara Sartor.